ROBERTO CALOGIURI Alternanza scuola lavoro. La scomoda verità che non piace agli studenti

Roberto Calogiuri dimostra sempre un’ottima capacità di analisi e disamina delle vere questioni che sottendono questo che altro non è che un preciso progetto politico volto, peraltro, ad acuire le già fin troppo evidenti disuguaglianze geografiche. In breve trattasi di sfruttamento del lavoro (anche minorile – in terza superiore gli studenti sono minorenni -) legalizzato e legittimato dallo Stato italiano.

benvenut* su alerino.blog

[ilfriuliveneziagiulia, 22 novembre 2017]

Trieste – A sentire le parole “alternanza scuola-lavoro” si è tentati di dire: finalmente! I giovani sapranno cosa vuol dire lavorare, stancarsi, guadagnarsi il pane col sudore della fronte etc. etc.

Nella fattispecie si tratta dell’obbligo di 400 ore (per gli istituti tecnici) e 200 ore (per i licei) esteso a circa 600.000 studenti da mandare a “scuola di lavoro” presso le imprese – pubbliche o private – che si rendano disponibili ad accoglierli nel mondo dei mestieri.

Oppure, da un altro punto di vista, saranno obbligati a svolgere mansioni anche degradate e degradanti, per nulla qualificanti ed estranee al percorso didattico formativo inerente alla scuola scelta e che, talvolta, li espongono ai pericoli delle molestie.

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One Reply to “ROBERTO CALOGIURI Alternanza scuola lavoro. La scomoda verità che non piace agli studenti”

  1. Infatti è una vergogna, già immagino come saranno sfruttati gli studenti..al massimo li useranno per fare le fotocopie come accade con gli stagisti, senza offrire nulla che sia davvero formativo per il loro percorso!

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