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CLIL: SI’ O NO?

Lo scopo di questo articolo è dimostrare che il metodo Content Based Instruction (CBI) per l’insegnamento delle lingue straniere è in effetti un metodo efficace e, come dimostrerò, ciò che bisogna modificare per renderlo ancora più efficace al fine di affrontare le sfide di oggi è, innanzitutto, sviluppare la consapevolezza che di fatto funziona e, in secondo luogo, aumentare i fondi per fornire agli studenti la necessaria esposizione alla lingua e tempi adeguati per l’acquisizione linguistica. Il CBI è da tempo già ampiamente applicato nelle scuole secondarie italiane conseguendo ottimi risultati, come si vedrà in seguito.
I primi dibattiti sul CLIL, risalenti a più di 15 anni fa, si proponevano di affiancare ai docenti di discipline non linguistiche quelli di lingua straniera creando un contesto di lavoro di gruppo principalmente perché lo si intendeva utilizzare come strumento per incoraggiare la mobilità dei docenti europei. Successivamente invece il metodo CLIL è stato veicolato come una pratica didattica che escludeva totalmente il coinvolgimento dei docenti di lingua straniera,introducendo la presenza esclusiva di quelli di discipline non linguistiche; questa è la ragione principale per la quale non sono pienamente d’accordo con l’applicazione di questo metodo didattico e qui tenterò di spiegare le mie perplessità. Trovo particolarmente incomprensibile il motivo per cui l’esperienza di tanti professionisti dediti al loro lavoro debba essere discriminata e penalizzata a dispetto della loro alta competenza e degli ottimi risultati conseguiti.

IN PRINCIPIO FU L’AUTONOMIA SCOLASTICA

L’origine di tutti i mali è la concorrenza tra istituti generata dall’autonomia scolastica e dall’introduzione del POF (Progetto dell’Offerta Formativa – con la 107/15 diventato PTOF, Progetto Triennale dell’Offerta Formativa). Nello specifico si tratta rispettivamente della legge Bassanini, L. 59/97, CAPO IV, ART. 21 commi 1 e 3; e del D.P.R. 275/99, ART. 3

ESAMI DI STATO 2019

Per restituire dignità all’esame di stato si dovrebbero abolire i crediti e tornare alle due materie scritte e due orali con la commissione interamente esterna, solo così si potrà avere realmente ciò che auspicano dal ministero: valutazioni trasparenti e obbiettive e pari opportunità. Solo se i commissari non conoscono gli studenti e si devono attenere alla prestazione dell’esame questo può tornare ad essere degno di essere definito esame.

SUI FATTI DEGLI STUDENTI DI PALERMO E IN SOLIDARIETA’ ALLA COLLEGA, LA PROFESSORESSA ROSA MARIA DELL’ARIA

Si tratta di “mancata vigilanza” o abuso di potere? Riflessioni sulla sanzione comminata ad una professoressa per aver fatto il proprio lavoro.

GUELFI E GHIBELLINI: una polemica strumentale sullo sciopero del 17 maggio 2019!

L’antefatto Ieri, 4 maggio 2019, ho scritto una nota sulla necessità di proseguire con la mobilitazione contro l’autonomia differenziata delle regioni del nord, nel caso specifico del comparto scuola significa … Continue reading GUELFI E GHIBELLINI: una polemica strumentale sullo sciopero del 17 maggio 2019!

SCIOPERO DEL 17 MAGGIO 2019, L’ULTIMA CHIAMATA!

Sull’opportunità di aderire allo sciopero del 17 maggio 2019 indetto e poi revocato – a seguito dell’intesa con l’attuale governo siglato la notte tra il 23 e il 24 aprile … Continue reading SCIOPERO DEL 17 MAGGIO 2019, L’ULTIMA CHIAMATA!

PERCHE’ QUESTO SCIOPERO S’HA DA FARE! – 17 MAGGIO 2019 –

24 APRILE 2019: LA SCUOLA ANCORA UNA VOLTA DEFRAUDATA E VILIPESA Il grande bluff dei sindacati confederali Nella notte tra il 23 il 24 aprile 2019, a conclusione di un … Continue reading PERCHE’ QUESTO SCIOPERO S’HA DA FARE! – 17 MAGGIO 2019 –