#10pertutti

A sostegno del mio ultimo articolo, Una modesta proposta: il 10 per tutti, vi invito a guardare questo mio video.

UNA MODESTA PROPOSTA: IL 10 PER TUTTI!

Una proposta, ma soprattutto un appello al senso del dovere e della responsabilità (quelli veri però) per tutti i docenti italiani. Non c’è niente da firmare, c’è solo da agire in scienza e coscienza, secondo l’art. 33, e tutelando il diritto allo studio degli studenti, secondo l’art. 34, della Costituzione!

LA SCUOLA E LE SUE IPOCRISIE

Dopo anni e anni di promozioni facili dispensate per far fronte alla competizione fra scuole, con la dignità professionale immolata sull’altare dell’autonomia didattica per non perdere clienti, per non perdere cattedre; sarebbe davvero vile se ci ricordassimo proprio ora di non avallare sanatorie.

Didattica a distanza

Ministro Azzolina, no, così non va!

Ho già scritto un post sulla scuola al tempo del coronavirus, per l’esattezza appena due settimane fa, tuttavia poiché proprio in questo breve lasso di tempo si sono susseguite a … Continue reading Ministro Azzolina, no, così non va!

ORIENTAMENTO E LA RETORICA DEL MERCATO

L’orientamento, così com’è attualmente, non fa affatto gli interessi degli studenti che devono scegliere il loro futuro percorso di studi e non aiuta i genitori a guidare al meglio i propri figli in questa che è, a tutti gli effetti, una delle scelte più importanti che gli adolescenti sono chiamati a fare.

IN PRINCIPIO FU L’AUTONOMIA SCOLASTICA

L’origine di tutti i mali è la concorrenza tra istituti generata dall’autonomia scolastica e dall’introduzione del POF (Progetto dell’Offerta Formativa – con la 107/15 diventato PTOF, Progetto Triennale dell’Offerta Formativa). Nello specifico si tratta rispettivamente della legge Bassanini, L. 59/97, CAPO IV, ART. 21 commi 1 e 3; e del D.P.R. 275/99, ART. 3

ESAMI DI STATO 2019

Per restituire dignità all’esame di stato si dovrebbero abolire i crediti e tornare alle due materie scritte e due orali con la commissione interamente esterna, solo così si potrà avere realmente ciò che auspicano dal ministero: valutazioni trasparenti e obbiettive e pari opportunità. Solo se i commissari non conoscono gli studenti e si devono attenere alla prestazione dell’esame questo può tornare ad essere degno di essere definito esame.