Albert Einstein quote on education

IL TRIONFO DEL NEOLIBERISMO – I SOLDI DEL PNRR E LE COMPETENZE NON COGNITIVE

Le competenze non cognitive non possono essere scisse dalla trasmissione della cultura del sapere, è solo attraverso il loro equilibrato connubio che la scuola può assolvere pienamente il suo ruolo: emancipare la persona.

la scuola di atene

DOCENTI CHE VANNO IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA, ADELANTE SIEMPRE!

Al fine di neutralizzare gli effetti nefasti dell’autonomia scolastica serve che i docenti siano uniti e si muovano in un orizzonte di scuola nazionale. Dare vita ad una mobilitazione permanente per fare massa critica e usare la rete per fare rete.

DISUGLUGLIANZE SOCIALI E DISPERSIONE SCOLASTICA: SAMAN ABBAS, UN OMICIDIO CHE SI SAREBBE POTUTO EVITARE

Un tagliando alle riforme del sistema scolastico italiano è urgente e non più derogabile.
L’autonomia scolastica e tutto ciò che ne è disceso dagli anni ’90 ad oggi si è rivelata del tutto fallimentare. Bisogna assolutamente e senza indugio ripensare la scuola come unitaria e centrale che garantisca a tutti gli studenti residenti in Italia un’istruzione di qualità da sud a nord.

L’ANNUS HORRIBILIS PER LA SCUOLA DEL COVID-19

Mancano pochissimi giorni alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, forse il peggiore di tutti degli ultimissimi decenni. Mentre tutto è ancora fresco in mente è inevitabile ripercorrere quanto accaduto da settembre 2020 ad oggi. Sarebbe opportuno però collegarlo anche agli ultimi mesi del precedente e anche ai mesi estivi che l’hanno preceduto, infatti quanto accaduto l’autunno scorso è frutto di ciò che non è stato fatto durante la primavera e l’estate scorse e che sarebbe stato doveroso fare. Su questo non c’è alcun dubbio.

TRA CURRICULUM DELLO STUDENTE E PIANO SCUOLA ESTATE 2021 PASSANDO PER EDUCAZIONE CIVICA

Se adoperarsi per promuovere equità e uguaglianze tra gli studenti a scuola, per ridurre il numero di studenti per classe, per rivendicare il principio secondo il quale non esistono competenze senza conoscenze, rivendicare la libertà di insegnamento, per assicurare il diritto allo studio a tutti i discenti, per una scuola che mette al centro la qualità di insegnamento e di apprendimento significa essere passatista, ebbene lo sono, con orgoglio.

TRENT’ANNI DI “RIFORME” NEOLIBERISTE CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA

Ora disponibile anche in versione PDF per soddisfare le tante richieste ricevute.

SCUOLA IN PRESENZA vs DIDATTICA A DISTANZA

Il grido di dolore che si leva per la preoccupazione degli effetti psicologici della didattica in remoto sugli adolescenti è sicuramente condivisibile ma bisognerebbe anche preoccuparsi degli effetti che producono da una parte l’incertezza quotidiana (dare un taglio a questo balletto di annunci e smentite che un giorno vuole le scuole in presenza con percentuali fantasiose e il giorno dopo si rimangia tutto e prolunga la didattica a distanza) che impedisce ai docenti di programmare le lezioni (fare lezione a distanza e farla in presenza non sono la stessa cosa, serve un’organizzazione diversa, servono materiali diversi) e agli studenti di organizzarsi lo studio; e dall’altra pensare anche agli effetti che ha sui ragazzi la prospettiva di allungare il calendario scolastico e le attività didattiche fino a luglio e agosto dopo un anno e mezzo di scuola in queste condizioni assurde, condizioni che peraltro hanno moltiplicato il lavoro e l’impegno non solo per i docenti (che chi se ne frega di quei “fancazzisti”) ma anche e soprattutto per i ragazzi che vengono continuamente stimolati dai docenti persino durante le vacanze di natale perché bisogna recuperare, cosa non è dato sapere.

CHI NON VUOLE IL RITORNO A SCUOLA IN PRESENZA ?

Chiedere che le scuole di ogni ordine e grado siano aperte in sicurezza non vuol dire essere favorevoli alla loro chiusura e alla Didattica a distanza, o alla Didattica Digitale Integrata, signifca rivendicare nell’ordine: il diritto alla salute, alla libertà di insegnamento, unitamente al sacrosanto diritto allo studio, ma senza farsi strumentalizzare dal facile slogan che sta in bocca a troppi: “scuole aperte subito”.

TRENT’ANNI DI “RIFORME” NEOLIBERISTE CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA – CONCLUSIONE –

In definitiva il disegno politico a cui hanno aderito tutti i governi in modo trasversale dimostra chiaramente che è tutto collegato e che un passo dietro l’altro l’obiettivo era e continua ad essere la frammentazione del sistema scolastico su tutto il territorio per favorire la competizione selvaggia tra istituti che fino ad oggi ha prodotto un unico risultato: un ragguardevole risparmio nella spesa pubblica, ma a che prezzo? Le uniche proposte possibili dopo questa lunga riflessione sono, da una parte l’abolizione di tutto il pacchetto normativo che introduce ed attua l’autonomia scolastica che si porterebbe dietro tutte le altre successive contro-riforme e, dall’altro, l’avvio ad una seria discussione pubblica sull’istruzione scolastica che tenga conto di ciò che è realmente accaduto dal suo varo in termini di calo sostanziale dei livelli di apprendimento degli studenti, del degrado culturale in cui versa il paese. Un dibattito pubblico che metta in primo piano anche il parere degli esperti: i docenti.

Capitolo 5 – Dal CEDE all’INVALSI

lo stesso INVALSI rileva nei suoi rapporti in riferimento alle prove standardizzate, significative differenze socio-culturali, nonché economiche e geografiche che hanno un’incidenza notevole sulle varie prestazioni degli studenti.

Capitolo 4 – Dalla “riforma” Moratti ai giorni nostri

La celebrazione della scuola neoliberista, tutta la L. 107/15 è pervasa da questa ideologia. È certificato nero su bianco, in modo chiaro e senza alcuna ambiguità, anzi se ne fa vanto; è la scuola fondata sul lavoro, al servizio dell’impresa che deve produrre “capitale umano”.