La lotta dei docenti in Italia: tra rifiuto di attività aggiuntive e scioperi

La protesta dei docenti dell’Alto Adige ha riscosso interesse ma, a causa, principalmente, della frammentazione dei CdD, non ha sortito alcun effetto a valanga, come da molti auspicato, quindi lo sciopero rimane ancora l’unica arma efficace!

Copertina del libro di cui tratta il post

La controriforma permanente

Da decenni la scuola italiana subisce una lunga controriforma che ha reso l’incertezza e la precarietà dei tratti essenziali e permanenti della vita scolastica, ha colpito e differenziato la funzione docente, ridotto il tempo scuola, assottigliato la dimensione culturale dell’insegnamento, ristretto drammaticamente gli spazi di democrazia all’interno della scuola.

UNESCO Global Education Monitoring Report 2023

IL GLOBAL EDUCATION MONITORING REPORT 2023 – I DOCENTI SONO DAVVERO REFRATTARI ALLA TECNOLOGIA?

In questo quinto appuntamento sul GLOBAL EDUCATION MONITORING REPORT 2023 ci si concentra su cosa ne pensano i docenti della didattica integrata alla tecnologia.
Si evidenziano i punti di forza e le criticità.
Tuttavia, al di là dei tanti punti in comune a livello internazionale, vi sono anche innumerevoli differenze che contraddistinguono i vari sistemi di istruzione nel mondo, il che rende quasi impossibile avere un quadro omogeneo della situazione.
Questo fa sì che anche la pretesa di misurare i livelli d’istruzione degli studenti nel mondo sia alquanto velleitaria e ad uso e consumo dell’industria globale della misurazione.

AUTONOMIA DIFFERENZIATA A SCUOLA: UN DISASTRO ANNUNCIATO

La strategia è sempre la stessa, si tagliano i fondi e si aspetta che vada tutto in malora per addossare ogni responsabilità a chi opera nel settore preso di mira e da privatizzare. Avremmo dovuto imparare bene la lezione, non bisogna dare spago e rivendicare invece con fermezza un aumento dovuto, tardivo e a parità intatta e non modificata delle ore attualmente previste dal CCNL. I tremila euro al mese ci spettano già adesso ed è pure tardi.

RIGORE E SELEZIONE NELLA SCUOLA? ANCHE NO, GRAZIE!

La scuola della Costituzione italiana è inclusiva e non selettiva e a quella ci si dovrebbe ispirare sempre più pretendendo finalmente l’attuazione concreta della carta. La scuola deve favorire lo sviluppo dei suoi studenti.

GAVOSTO Et al. SUL DEMERITO DEI DOCENTI ITALIANI

È davvero possibile pensare che le parole di un Gavosto, di un Panebianco, di un Bianchi siano quelle di gente incompetente e che possiamo derubricare come pensieri in libertà di spensierate giornate estive? Ed  è casuale la scelta del mese di agosto? O dell’esternazione del ministro sull’addestramento dei docenti proprio in occasione di un evento organizzato dall’Aspen Institute Italia, presidente Giulio Tremonti e Lucia Annunziata e Paolo Mieli membri di tale organizzazione, un’altra lobby o think tank, come va più di moda dire oggi? Peraltro, l’Aspen Institute è finanziato dal CATO Institute dei fratelli Koch, una tra le più potenti e neoliberiste lobby presenti negli Stati Uniti. Davvero vogliamo credere che siano solo tutte coincidenze?

TRA CURRICULUM DELLO STUDENTE E PIANO SCUOLA ESTATE 2021 PASSANDO PER EDUCAZIONE CIVICA

Se adoperarsi per promuovere equità e uguaglianze tra gli studenti a scuola, per ridurre il numero di studenti per classe, per rivendicare il principio secondo il quale non esistono competenze senza conoscenze, rivendicare la libertà di insegnamento, per assicurare il diritto allo studio a tutti i discenti, per una scuola che mette al centro la qualità di insegnamento e di apprendimento significa essere passatista, ebbene lo sono, con orgoglio.

TRENT’ANNI DI “RIFORME” NEOLIBERISTE CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA

Ora disponibile anche in versione PDF per soddisfare le tante richieste ricevute.

TRENT’ANNI DI “RIFORME” NEOLIBERISTE CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA – CONCLUSIONE –

In definitiva il disegno politico a cui hanno aderito tutti i governi in modo trasversale dimostra chiaramente che è tutto collegato e che un passo dietro l’altro l’obiettivo era e continua ad essere la frammentazione del sistema scolastico su tutto il territorio per favorire la competizione selvaggia tra istituti che fino ad oggi ha prodotto un unico risultato: un ragguardevole risparmio nella spesa pubblica, ma a che prezzo? Le uniche proposte possibili dopo questa lunga riflessione sono, da una parte l’abolizione di tutto il pacchetto normativo che introduce ed attua l’autonomia scolastica che si porterebbe dietro tutte le altre successive contro-riforme e, dall’altro, l’avvio ad una seria discussione pubblica sull’istruzione scolastica che tenga conto di ciò che è realmente accaduto dal suo varo in termini di calo sostanziale dei livelli di apprendimento degli studenti, del degrado culturale in cui versa il paese. Un dibattito pubblico che metta in primo piano anche il parere degli esperti: i docenti.

Capitolo 5 – Dal CEDE all’INVALSI

lo stesso INVALSI rileva nei suoi rapporti in riferimento alle prove standardizzate, significative differenze socio-culturali, nonché economiche e geografiche che hanno un’incidenza notevole sulle varie prestazioni degli studenti.

Capitolo 4 – Dalla “riforma” Moratti ai giorni nostri

La celebrazione della scuola neoliberista, tutta la L. 107/15 è pervasa da questa ideologia. È certificato nero su bianco, in modo chiaro e senza alcuna ambiguità, anzi se ne fa vanto; è la scuola fondata sul lavoro, al servizio dell’impresa che deve produrre “capitale umano”.

Capitolo 3 – AUTONOMIA SCOLASTICA / LEGGE BASSANINI (1997)

l’originaria introduzione dell’esame di maturità da parte del ministro Gentile si proponeva una selezione molto rigorosa ed estremamente severa dei candidati di stampo molto classista, com’era tutto il sistema di istruzione dell’epoca, si è poi passati per una fase intermedia che consentiva una riduzione del classismo imposto dal periodo fascista pur mantenendo, grazie alla presenza di una commissione tutta esterna, una valutazione finale scrupolosa e trasparente; per finire ai giorni nostri con un esame sempre meno significativo e un peso sbilanciato sui crediti scolastici degli ultimi tre anni che generano le criticità che sono state sottolineate.