IL “DOCENTE ESPERTO” DEL GOVERNO DEI MIGLIORI

Un percorso lungo nove anni sarà richiesto a coloro che vorranno diventare “docenti esperti”; dovranno seguire dei corsi di formazione fuori dall’orario di servizio e pagandoli di tasca loro. Alla fine non hanno alcuna garanzia di rientrare in quell’1% che potrà fregiarsi del titolo e vedersi accreditato a fine mese un beneficio economico di ben 400 € lordi, per un totale annuo di 5650 €, sempre lordi. Più che un incentivo a diventare esperti sembra un bacio in fronte dato ai soli noti.

INVALSI ED ESAMI DI STATO

Un paragone che non sta in piedi ma che serve ad orientare l’opinione pubblica per sottolineare quanto brutti e cattivi siano al sud, barano sugli esami di stato.

LE PROVE INVALSI 2022 SCATENANO DIBATTITI STERILI, LA QUESTIONE DI FONDO CHE LEGITTIMA L’ISTITUTO E LE SUE FAMIGERATE PROVE RISIEDE ALTROVE

La tattica è sempre la stessa: si riducono gli investimenti e si rende il lavoro impossibile, le condizioni lavorative tossiche; successivamente e a causa di tutto questo si evidenziano le inefficienze prodotte dal calo di investimenti e, quindi, dopo una massiccia campagna di delegittimazione si procede alla privatizzazione, è successo pari pari per la sanità, è il sentiero tracciato per l’istruzione pubblica e statale. Non c’è via di uscita, hanno già deciso e la pandemia viene usata per accelerare il processo, non gli sembrerà vero di avere avuto questa fortuna.

LA VALUTAZIONE A SCUOLA

L’anno scolastico si è concluso per gli studenti con gli scrutini dei giorni scorsi, i risultati sono generalmente in linea con le previsioni e le aspettative. Non sempre è così però, ci sono casi in cui i risultati provocano profonde delusioni, rabbia e frustrazione.

GLI STUDENTI UCRAINI ESONERATI DALLA VALUTAZIONE DI FINE ANNO

Una riflessione con normativa alla mano al fine di non penalizzare o, peggio ancora, discriminare gli studenti non italofoni in attuazione dell’art. 34 (rafforzato dagli artt. 2 e 3) della Costituzione italiana.

MA “L’ACCOUNTABILITY” DELLO STATO VERSO LA SCUOLA PUBBLICA E STATALE? NON PERVENUTA!

Iniziamo a pretendere accountability da parte dello Stato prima che dai singoli individui e solo dopo si potrà eventualmente pretendere una valutazione di sistema, valutazione che con 15 alunni per classe non può che essere positiva perché con una classe di quelle dimensioni qualsiasi metodo didattico funziona dal più vetusto, gentiliano e vituperato metodo trasmissivo della lezione frontale a quello più in voga e celebrato da tutti i pedagogisti del mondo, il metodo ludico. Una valutazione che non sia ovviamente la farsa dell’INVALSI, un altro carrozzone mangia soldi e covo di corruttele.

la scuola di atene

UNA PROPOSTA PER LA SCUOLA PUBBLICA E STATALE

La scuola italiana pubblica e statale deve, come da dettato costituzionale, essere una e di alta qualità per tutti gli studenti che la frequentano da nord a sud senza differenze al fine di azzerare le disuguaglianze sociali e geografiche, non acuirle; al fine di ridurre al minimo le dispersioni e gli abbandoni, vero flagello culturale di questo Paese. Perciò i finanziamenti alla scuola pubblica e statale devono essere ministeriali e nell’ottica dell’equità senza la quale non può esservi uguaglianza.

L’ENNESIMA “RIFORMA” DELLA SCUOLA, QUESTA A FIRMA BIANCHI

Le priorità della scuola sono innanzitutto un’istruzione di qualità per tutti gli studenti delle scuole italiane, che venga attuata davvero la scuola della Costituzione italiana, compreso il rispetto per l’art. 33 che sancisce la libertà di docenza.

I DOCENTI SENZA “GREEN PASS” SOSPESI DAL SERVIZIO DEVONO ESSERE REINTEGRATI A PIENO TITOLO

Per manifestare pubblicamente la mia solidarietà, per quanto possa valere, dico con convinzione che io sono assolutamente favorevole al reintegro, a pieno titolo dei colleghi che sono stati sospesi dal servizio senza retribuzione per mesi, è un atto minimo di civiltà dopo averli additati come reprobi e diffamati urbi et orbi da parte dello stato (minuscolo e misero), da parte dei media e dell’opinione pubblica sempre più priva di spirito critico.

INSEGNARE STORIA ALL’ASILO, COME TI PROGRAMMO IL CAPITALE UMANO

Un’impostazione scolastica che non mette affatto lo studente al centro dell’attività didattica, anzi è l’esatto contrario e al centro si pone invece la spinta utilitarista del mercato del lavoro di chiara impronta neoliberista. Per cui, secondo questa visione, l’individuo deve essere funzionale alla crescita economica e quindi esso deve entrare nel mercato del lavoro il prima possibile ed è perciò definito capitale umano.