L’ANNUS HORRIBILIS PER LA SCUOLA DEL COVID-19

Mancano pochissimi giorni alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, forse il peggiore di tutti degli ultimissimi decenni. Mentre tutto è ancora fresco in mente è inevitabile ripercorrere quanto accaduto da settembre 2020 ad oggi. Sarebbe opportuno però collegarlo anche agli ultimi mesi del precedente e anche ai mesi estivi che l’hanno preceduto, infatti quanto accaduto l’autunno scorso è frutto di ciò che non è stato fatto durante la primavera e l’estate scorse e che sarebbe stato doveroso fare. Su questo non c’è alcun dubbio.

TRA CURRICULUM DELLO STUDENTE E PIANO SCUOLA ESTATE 2021 PASSANDO PER EDUCAZIONE CIVICA

Se adoperarsi per promuovere equità e uguaglianze tra gli studenti a scuola, per ridurre il numero di studenti per classe, per rivendicare il principio secondo il quale non esistono competenze senza conoscenze, rivendicare la libertà di insegnamento, per assicurare il diritto allo studio a tutti i discenti, per una scuola che mette al centro la qualità di insegnamento e di apprendimento significa essere passatista, ebbene lo sono, con orgoglio.

SCUOLA IN PRESENZA vs DIDATTICA A DISTANZA

Il grido di dolore che si leva per la preoccupazione degli effetti psicologici della didattica in remoto sugli adolescenti è sicuramente condivisibile ma bisognerebbe anche preoccuparsi degli effetti che producono da una parte l’incertezza quotidiana (dare un taglio a questo balletto di annunci e smentite che un giorno vuole le scuole in presenza con percentuali fantasiose e il giorno dopo si rimangia tutto e prolunga la didattica a distanza) che impedisce ai docenti di programmare le lezioni (fare lezione a distanza e farla in presenza non sono la stessa cosa, serve un’organizzazione diversa, servono materiali diversi) e agli studenti di organizzarsi lo studio; e dall’altra pensare anche agli effetti che ha sui ragazzi la prospettiva di allungare il calendario scolastico e le attività didattiche fino a luglio e agosto dopo un anno e mezzo di scuola in queste condizioni assurde, condizioni che peraltro hanno moltiplicato il lavoro e l’impegno non solo per i docenti (che chi se ne frega di quei “fancazzisti”) ma anche e soprattutto per i ragazzi che vengono continuamente stimolati dai docenti persino durante le vacanze di natale perché bisogna recuperare, cosa non è dato sapere.

CHI NON VUOLE IL RITORNO A SCUOLA IN PRESENZA ?

Chiedere che le scuole di ogni ordine e grado siano aperte in sicurezza non vuol dire essere favorevoli alla loro chiusura e alla Didattica a distanza, o alla Didattica Digitale Integrata, signifca rivendicare nell’ordine: il diritto alla salute, alla libertà di insegnamento, unitamente al sacrosanto diritto allo studio, ma senza farsi strumentalizzare dal facile slogan che sta in bocca a troppi: “scuole aperte subito”.

La qualità negata a scuola è da ricercare nel sistema neoliberista

La qualità negata a scuola è da ricercare nel sistema neoliberista che attraverso l’autonomia scolastica l’ha trasformata in azienda tradendo il dettato costituzionale previsto dall’art. 3. La scuola oggi non rimuove gli ostacoli e non premia il merito.

banchi con le rotelle

Banchi con le rotelle e didattica innovativa

Potrebbe essere che dibattere sui banchi monoposto dotati di rotelle sia utile per spostare l’attenzione dalle questioni vere, come la riapertura delle scuole in sicurezza a settembre; e potrebbe essere che far parlare di banchi-girelli serva anche a mascherare la scelta del ministero di esternalizzare la didattica ai colossi mondiali che hanno già messo le mani sull’istruzione pubblica pre-confezionando prodotti “didattici” omologanti che ingabbiano la libertà di insegnamento e annullano lo sviluppo del pensiero critico?

Come i crediti scolastici mortificano l’esame di stato

L’esame di stato dell’anno della pandemia Ogni anno si rinnova la polemica giornalistica riguardo ai voti alti o bassi degli esami di stato. Forti delle loro statistiche e percentuali, come … Continue reading Come i crediti scolastici mortificano l’esame di stato

LE LINEE GUIDA A FIRMA AZZOLINA, “Arrangiatevi!”

Tuttavia, se il governo avesse avuto un’idea chiara, se la scuola pubblica statale fosse stata una priorità, se il suo valore intrinseco per lo sviluppo del paese fosse stato in cima ai punti politici da realizzare da questo governo sin dall’inizio e al di là della pandemia che lo ha colto di sorpresa la reazione sarebbe stata diversa.

Valutare cosa? La scuola della #DAD: disuguaglianze e burocrazia.

Ieri pomeriggio ho avuto l’onore di essere intervistata da Luca Cangemi, che ringrazio assieme a Pina La Villa, nell’ormai consueto appuntamento fisso del giovedì sera, la #direttadelgiovedì.