STUDIARE ALL’ESTERO: CIO’ CHE I MEDIA NON DICONO

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In un mondo profondamente cambiato rispetto a quello conosciuto solo fino a venti o venticinque anni fa le opportunità offerte a tanti giovani di uscire dal proprio alveo protettivo e confrontarsi con culture e tradizioni diverse dalle loro sono sempre più diffuse e accessibili.

Infatti, oggi sono in netto aumento le scuole che inseriscono tra le loro offerte formative           extra-curricolari soggiorni di studio all’estero, tanto quanto le agenzie private che operano in quest’ambito per facilitare lo scambio tra studenti provenienti da paesi diversi e che scelgono di trascorrere in scuole all’estero anche un intero anno scolastico, per non parlare del programma Erasmus che da quasi trent’anni consente agli studenti universitari europei di spostarsi liberamente all’interno del continente per trascorrere in altri atenei europei periodi di studi riconosciuti in quello di provenienza.

Questa nuova spiccata tendenza al cosmopolitismo, complice la crisi economica che in Italia ha determinato un considerevole incremento della disoccupazione giovanile, unita alla persistente denigrazione dell’intero sistema d’istruzione italiano, fa sì che tanti nostri giovani si rivolgano altrove non solo alla ricerca di un’occupazione ma anche per motivi di studio sperando di ottenere quel riconoscimento professionale dopo la laurea che in patria è loro negato. Questo fenomeno in crescita rischia di provocare un esodo di massa che potrebbe interessare intere future generazioni e, dunque, impoverire ulteriormente il nostro paese.

Personalmente ritengo che trascorrere un periodo della propria vita fuori dai propri confini nazionali non può che rappresentare un’esperienza di grande arricchimento interiore e professionale che, nel lungo termine – posto che i nostri ragazzi abbiano il desiderio e l’opportunità di tornare a casa – potrebbe costituire un valore aggiunto per tutta l’Italia. Sostengo questa tesi con cognizione di causa e per esperienza diretta.

Tuttavia potrebbe essere utile tentare di fare chiarezza nel mare di stereotipi che facilmente si diffondono influenzando l’opinione pubblica e che, come tutti i luoghi comuni, partendo da un pur minimo fondo di verità, hanno il brutto vizio di mistificare la realtà veicolando idee non proprio interamente attendibili. Cliché che i mass media alimentano anziché fornire informazioni chiare ed esaustive così come prevede il ruolo essenziale che svolgono, o dovrebbero svolgere: fare informazione.

Italia o Stati Uniti: un confronto per una scelta più consapevole

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University of Delaware

La domanda che con maggiore frequenza riecheggia, anche nelle aule scolastiche, è se perseguire gli studi universitari all’estero sia oppure no una buona scelta ai fini professionali. Ho notato, peraltro, che quando si fa riferimento all’estero la stragrande maggioranza intende gli Stati Uniti.

Io non ho la pretesa di fornire una risposta esaustiva, dopo tutto si tratta di una scelta molto personale che solo la persona direttamente interessata può compiere e, come per ogni scelta di vita, ciascuno di noi deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Ciò che invece può risultare interessante è mettere i due sistemi universitari a confronto, quello italiano e quello statunitense, visto che proprio quest’ultimo rappresenta una sorta di non plus ultra nell’immaginario collettivo nostrano, e tentare così di fornire degli elementi utili per chi si trova a poter compiere questo tipo di scelta.

Infatti, non tutti sono in condizioni di poter materialmente affrontare i costi economici di una simile scelta, come si potrà vedere in seguito. Inoltre, bisogna subito sottolineare che il campo dell’istruzione è assai vario e articolato e qui si tenta solo di dare un’idea generale più dettagliata di quanto è attualmente possibile trovare su quotidiani o siti web.

Università statale o privata?

Il primo punto da evidenziare è che l’Università italiana è pubblica e interamente finanziata dallo Stato, gli studenti che s’iscrivono alla frequenza pagano le tasse allo Stato, possono frequentare tutti coloro che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado di qualsiasi indirizzo, solo in alcuni casi è necessario superare un esame preselettivo contravvenendo, a mio modesto parere, al diritto allo studio sancito dalla Costituzione, ma questo è un altro discorso.

Monastero dei Benedettini, Università degli Studi di Catania - per gentile concessione di Andrea Dinaro
Monastero dei Benedettini, Università degli Studi di Catania – per gentile concessione di Andrea Dinaro

Al contrario le Università statunitensi sono tutte private ad eccezione di pochi collage detti City Collages, ma questi offrono solo corsi di studi undergraduate, più avanti sarà specificato in cosa consiste. Università private vuol dire che i costi della retta (circa $ 30,000.00 annui) sono tutti a carico dello studente il quale, se di nazionalità statunitense per accedere deve superare un esame detto SAT (Scholastic Assessment Test), gli studenti stranieri sono invece tenuti a superare il TOEFL (Test of English as Foreign Language).

Ma non finisce qui perché private significa anche possedere i requisiti stringenti richiesti, infatti gli studenti che aspirano ad essere ammessi ad un’università statunitense devono inoltre sostenere una serie di colloqui selettivi, e più prestigioso è l’ateneo che si desidera frequentare più severi e rigorosi i colloqui preselettivi per il candidato, anche da un punto di vista economico. Esistono borse di studio, ovviamente, al fine di agevolare economicamente lo studente, ed esiste anche la possibilità di richiedere un prestito bancario per fini scolastici o di studio, ma come ogni prestito esso va ripagato con gli interessi, seppur agevolati – negli USA in realtà non troppo agevolati.

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Monastero dei Benedettini – Università degli Studi di Catania –  http://www.monasterodeibenedettini.it

 

Valore legale del titolo di studio: in cosa consiste e quali diritti tutela?

Il secondo punto in analisi che differenzia i due sistemi è che in Italia i titoli di studio hanno valore legale ciò significa che ogni ateneo gode di pari dignità e prestigio, pertanto non esistono, formalmente, università di serie A o di serie B (per quanto tempo ancora resisterà questo principio fondante è tutto da vedere) e lo Stato è tenuto a vigilare affinché la qualità dell’istruzione sia di pari livello su tutto il territorio nazionale e quindi garantire a tutti i suoi cittadini pari opportunità, ancora una volta si fa riferimento al diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione.

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Negli Stati Uniti il titolo di studio non ha valore legale e questo vuol dire che aver conseguito la laura ad Harvard ha un peso ben diverso rispetto a quello che può avere il titolo conseguito in un’università non appartenente alle cosiddette Università della Ivy League , – un numero molto esiguo di atenei statunitensi tra i quali troviamo, la già citata, Harvard o Yale, Berkeley, la Columbia University e pochi altri – per una delucidazione più dettagliata è sufficiente visitare il sito a questo link, per chi, inoltre, fosse interessato a conoscere costi, requisiti, vantaggi e opportunità accademiche in merito cliccare qui.

Durata media di un corso di studi: differenza tra Undergraduate e Graduate

Il terzo punto da confrontare è la durata media di un corso di studi nei due sistemi d’istruzione universitaria.

In Italia, con l’introduzione della laurea breve si hanno due opzioni: la prima consente di conseguire una laurea di primo livello, la seconda di conseguire una laurea specialistica equipollente alla Laurea del vecchio ordinamento.

Negli Stati Uniti il percorso per conseguire un Master’s Degree, l’equivalente di una laurea specialistica italiana, è di qualche anno più lungo. Inoltre, per conseguire il massimo livello di laurea statunitense è necessario innanzitutto fare una distinzione tra Undergraduate School e Graduate School.

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Monastero dei Benedettini – Università degli Studi di Catania – http://www.siciliasud.it

La prima parte – Undergraduate – può essere ulteriormente suddivisa in due tronconi come segue, ossia si può scegliere, ad esempio di frequentare soli due anni di college che consentono di conseguire il titolo di Associate Degree, questo titolo di studio denota un percorso professionalizzante e non è necessariamente propedeutico per conseguire un  Bachelor’s Degree(bisogna, inoltre, distinguere tra Bachelor’s of Science o Bachelor’s of Arts) può, tuttavia, servire come prima metà del percorso richiesto per il Bachelor’s che, da solo, ha una durata di circa quattro anni ed è invece propedeutico per l’ammissione alla Graduate School e, quindi, ad ulteriori quattro anni circa (la durata in realtà varia a secondo dell’indirizzo scelto) di studi per il conseguimento del Master’s Degree che, solitamente, si conclude con la dissertazione di una tesi di laurea.

Successivamente vi è la possibilità di accedere alla ricerca e conseguire il dottorato di ricerca che negli USA è detto PhD e solo dopo il quale, negli USA, si ha diritto al titolo di “Dottore” o “Professore” (solo per chi persegue la carriera universitaria). Per quanto concerne la laurea in medicina o in Bachelor’s.

Le differenze, come si può notare, sono tante e forse molte di più di quanto si possa immaginare; per informazioni più dettagliate consultare i link inseriti nel post. Ciò nondimeno, si può dire che per ottenere un Master’s Degree negli USA all’incirca si studia per un periodo di sette o otto anni complessivamente. Infine, facendo quattro conti in modo molto approssimativo si può dedurre che il costo complessivo per il solo Bachelor’s Degree si aggira attorno ai  $120,000.00, da aggiungere a questa cifra il costo per un Master’s Degree che, appunto, può variare di molto sia per quanto riguarda il corso di studi specifico sia per quanto concerne l’ateneo scelto per la frequenza.

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Monastero dei Benedettini – Università degli Studi di Catania – http://www.catania.livesicilia.it

 

La laurea italiana è equivalente ad un Master’s Degree o ad un Bachelor’s?

Sulla questione da anni va avanti un annoso dibattito e la diatriba verte essenzialmente sulla durata. Molti obiettano che poiché la laurea specialistica italiana ha una durata di quattro anni circa non può essere equiparata al Master’s che ha invece una durata più lunga (4 anni per il Bacherlor’s + tre/quattro per il Master’s). E tuttavia bisogna anche dire che la laurea specialistica italiana è il titolo di studi italiano più alto e che non vi è altro titolo successivo né è contemplato un altro o un successivo percorso di studi, inoltre in Italia la dissertazione della tesi di laurea rappresenta l’atto conclusivo degli studi universitari esattamente come negli USA. Quanto al dottorato di ricerca, come dice il termine stesso “ricerca”, esso si focalizza sull’approfondimento di un campo di studi specifico e sperimentale e non è essenziale per esercitare qualsiasi professione per la quale è invece richiesta la laurea.

È evidente che per porre fine a questa controversia sarebbe necessario l’intervento della politica che fino a questo momento sembra non essere interessata ad entrare nel merito della questione, se non per demolire tutto.

In ogni caso quando ci si trova all’estero in cerca di occupazione è sufficiente presentare il piano di studi dettagliato seguito per conseguire la laurea specialistica italiana e di solito basta per vedersi riconosciuti meriti e diritti da esso derivanti.

Paradossalmente è all’estero, più che in patria, che vengono riconosciuti valore e merito del Bel Paese.

© L. R. Capuana

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Altri link utili:

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http://colleges.usnews.rankingsandreviews.com/best-colleges/university-of-delaware-1431/photos

http://www.tesionline.it/master/master-estero-usa.jsp

http://bancadati.informagiovanipiemonte.it/schede-orientative/schede/1714/studiare-negli-stati-uniti-damerica-usa

 

 

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