ISTRUZIONE IN FINLANDIA E IN DANIMARCA – Due eccellenze europee invidiate in tutto il mondo

TRA MERITO E RACCOMANDAZIONE

Fino a poco tempo fa parlare di merito, in Italia, significava rivendicare il diritto di accedere a posti di lavori, incarichi professionali, valutazioni scolastiche, borse di studio grazie alle proprie capacità e competenze, in altri termini, valorizzando le qualità e la bravura di ciascun candidato per porre fine alla cattiva pratica delle raccomandazioni o il merito dato dal “diritto di nascita”, ovvero per mera appartenenza ad una classe sociale, ad un potentato economico o politico o ad una famiglia particolare.

Fino a poco tempo fa parlare di merito, in Italia, significava parlare di equità. Oggi il merito è diventato ulteriore strumento di ingiustizia sociale, infatti l’idea corrente che si sente riaffermare con forza anche tra le giovani generazioni è quella legata essenzialmente al successo. Pertanto il merito si declina come metodo selettivo stringente. Chi è in grado va avanti, tutti gli altri possono anche rimanere indietro.

TRA MERITO E EQUITA’

Ma si può effettivamente rivendicare il merito individuale solo in presenza di pari opportunità, basi di partenza uguali per tutti. Se viene a mancare questo presupposto frana tutto l’impianto strutturale costruito attorno al concetto di merito concepito dall’attuale società e questo è ancor più vero quando si analizzano i sistemi di istruzione che rappresentano ancora oggi le fondamenta su cui poggia la formazione culturale e lo sviluppo cognitivo di ciascuno individuo.

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In questo quadro complessivo fare raffronti tra vari sistemi di istruzione, ergendo a modelli da emulare specifici sistemi i cui risultati ottenuti ne hanno fatto un fenomeno positivo può produrre conseguenze molto negative. Ogni sistema di istruzione non può prescindere dal contesto culturale in cui è applicato, anzi, perché funzioni al meglio, deve tenere in gran conto le specifiche peculiarità identitarie e culturali. Perciò copiare quelli che funzionano meglio senza dare la dovuta importanza al contesto in cui si applicano non raggiungerà mai gli obiettivi che la politica, così facendo, intende conseguire.

DUE FENOMENI POSITIVI: FINLANDIA E DANIMANIRCA

I fenomeni positivi a cui si fa riferimento e che sembrano essere diventati dei paradigmi dogmatici sono quello finlandese e quello danese.

Da questo mantra diffuso da ogni mezzo di informazione ha preso avvio la mi curiosità, avevo il bisogno, quasi viscerale, di saperne di più e così ho iniziato ad analizzare, con attenzione i vari sistemi d’istruzione europei, soprattutto quello finlandese, perché considerato a livello internazionale come uno dei più avanzati grazie ai risultati eccellenti ottenuti dagli studenti finlandesi nelle rilevazioni annuali OCSE-PISA.

Accanto al sistema finlandese troviamo ai primi posti, sempre in base alle rilevazioni OCSE-PISA, quello danese, e allora la domanda alla quale ho voluto dare una risposta è: cosa contraddistingue i sistemi di istruzione di questi due paesi europei? Cosa fa di questi due sistemi d’istruzione dei sistemi di eccellenza invidiati in tutto il mondo eppure così difficile da emulare?

QUADRO GENERALE

Come in ogni analisi comparativa anche la mia ricerca ha rilevato punti in comune tra i due mentre altri sono specifici di ciascuno. Inizio facendo un elenco di ciò che li accomuna.

Innanzi tutto si tratta di due paesi con una popolazione alquanto modesta, entrambi i paesi contano circa 5.500.000 di abitanti con una ricchezza pro-capite molto alta, la Finlandia è addirittura il paese più ricco al mondo; quanto alla popolazione studentesca in Finlandia si attesta intorno alle 700.000 unità, in Danimarca 300.000 unità circa. Un altro dato statistico rilevante è la percentuale del PIL stanziato per l’istruzione, in Finlandia del 7% e in Danimarca del 8,3%. Entrambi i paesi, infine, risultano essere tra le nazioni europee con il più basso tasso di corruzione. Tutte queste rilevazioni facilmente consultabili in rete sono essenziali per capire il quadro complessivo delle suddette eccellenze.

SISTEMI DECENTRALIZZATI E VALUTAZIONI (Quali sono le finalità educative e di istruzione)

Fatta questa premessa, entro nello specifico delle similitudini relative all’istruzione. Entrambi i paesi hanno un sistema d’istruzione fortemente decentralizzato, ciò significa che sono le municipalità ad occuparsene sia per quanto concerne le programmazioni curricolari – fermo restando l’applicazione di linee guide fornite dai ministeri dei rispettivi paesi – sia per quanto riguarda la selezione del corpo docenti. Trattandosi di nazioni piuttosto piccole appare evidente che l’organizzazione decentralizzata è facilmente gestibile; da rilevare, inoltre, che in entrambi i casi non ci sono molte differenze qualitative tra un istituto scolastico e un altro, a prescindere dai vari territori in cui insistono le istituzioni scolastiche. Un altro aspetto in comune è che in entrambi i sistemi d’istruzione le valutazioni periodiche sono pressoché inesistenti.

In Finlandia, addirittura, non ce n’è alcuna fino alle prove strutturate che gli studenti affrontano per le rilevazioni internazionali OCSE-PISA, ossia all’età di 15 anni, durante il penultimo anno della scuola dell’obbligo. In Danimarca, pur in presenza di valutazioni periodiche, neanche qui si pone l’accento sulla competizione o sulla prestazione in sé; infatti, in entrambi i casi si predilige uno studio meno finalizzato ai risultati da conseguire e più centrato sullo sviluppo della persona dotata di un pensiero libero e, specialmente in Danimarca, attenta al rispetto delle libertà individuali e ai diritti civili; mentre in Finlandia il presupposto principale per la buona riuscita degli studenti consiste nella formazione di classi fortemente eterogenee in cui si persegue l’obbiettivo di non lasciare indietro nessuno e quindi si offre un valido sostegno a tutti i discenti che manifestano difficoltà.

AMBIENTE E ATMOSFERA SCOLASTICI EFFICIENTI ED EFFICACI (Non esistono le classi pollaio)

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È, altresì, importante sottolineare che le classi non sono affatto numerose (un massimo di 20 alunni per classe) e ciò consente ai docenti, i quali godono di piena libertà sia nella scelta della programmazione sia in quella delle metodologie applicate, di dedicarsi ai discenti con l’attenzione e la cura necessarie per creare un ambiente scolastico proficuo ed efficace ai fini dell’apprendimento. Queste precipue caratteristiche, peraltro, vengono garantite anche da un contesto igienico molto elevato (spesso gli alunni girano per classe senza scarpe e con i soli calzini) e da un’atmosfera alquanto informale, appunto. Infine, sia in Finlandia e sia in Danimarca la scuola dell’obbligo è unica e con i medesimi insegnanti per assicurare la continuità didattica, alla sua conclusione gli studenti hanno facoltà di scegliere tra una scuola secondaria generale o accademica – propedeutica per gli studi universitari – o un percorso professionale al termine del quale sono pronti per l’inserimento nel mondo del lavoro. In Finlandia, dai dati raccolti, si evince che il 66% degli studenti sceglie di proseguire gli studi fino all’Università.

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DIFFERENZE TRA I DUE SISTEMI (Obbligo scolastico e Reclutamento docenti)

Tra le differenze presenti nei due sistemi il primo da elencare è che in Finlandia l’obbligo scolastico dura 9 anni (dai 7 ai 16 anni di età) mentre in Danimarca c’è l’obbligo d’istruzione (il che significa che i discenti non sono tenuti a frequentare la scuola ma possono studiare anche da privatisti ottemperando ai requisiti d’istruzione richiesti) e dura 10 anni (dai 6/7 ai 16/17 anni di età).

La selezione dei docenti, come si è accennato prima, in Danimarca compete ai consigli comunali ai quali il dirigente scolastico, dopo aver sentito il consiglio scolastico, fornisce un elenco di posti disponibili da coprire e un elenco di candidature corredato da una serie di suggerimenti per la scelta che non è vincolante per i consigli comunali ai quali spetta la selezione definitiva. Si tratta di “reclutamento aperto” nel senso che non tutti i docenti vengono assunti a tempo indeterminato, alcuni possono anche essere assunti con contratti temporanei (in questo caso non hanno ferie pagate) e tutti possono comunque essere licenziati, perciò non esiste alcuna valutazione del corpo docenti. Inoltre, il dirigente scolastico è scelto sulla base delle sue qualifiche professionali e non dev’essere stato a sua volta docente; il Consiglio Scolastico è composto da rappresentanti degli insegnanti, degli enti locali e dei genitori ed il presidente è eletto tra i membri, tra i suoi compiti c’è: su proposta del dirigente la delibera del bilancio, il curricolo, l’orario e il calendario delle lezioni.

In Finlandia il reclutamento dei docenti compete alle scuole e non prevede una formazione universitaria specifica, possono accedere all’insegnamento tutti i laureati del paese in possesso di laurea di secondo livello, in genere i docenti rappresentano il 10% dei migliori laureati di ogni disciplina, dopo l’assunzione seguono dei corsi di formazione pedagogica specifica ad hoc e in seguito hanno l’opportunità, e non l’obbligo, di una formazione permanente (in media due ore di perfezionamento professionale ogni 4 ore di lezioni), anche i docenti finlandesi possono essere licenziati dai dirigenti scolastici.

PROGRAMMI E MATERIE

Per quanto pertiene allo studio di materie specifiche il quadro si fa più ampio e notizie recenti danno la Finlandia in procinto di abbandonare l’idea stessa di materie da studiare optando invece per percorsi più liberi partendo dall’approfondimento di questioni di attualità o di particolare interesse per gli studenti.

In Danimarca esiste un elenco di discipline che, tuttavia, sono difficilmente comparabili con materie ad esempio studiate in Italia (alla storia studiata in Italia si affianca lì invece una materia denominata: studi sociali), grande rilievo assume lo studio delle lingue straniere e, specie in Danimarca, la conoscenza della lingua inglese è estesa a tutta la popolazione.

Per chi volesse approfondire ulteriormente di seguito link interessanti.

http://www.tecnicadellascuola.it/item/5433-italia-e-finlandia-sistemi-non-confrontabili.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/danimarca_(Atlante-Geopolitico)/

http://www.dst.dk/en/Statistik/emner/befolkning-og-befolkningsfremskrivning

http://thecornerstoneforteachers.com/2013/03/12-myths-about-education-in-finland-debunked.html

All images taken from Google search

© L. R. CAPUANA

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