ISTRUZIONE IN AUSTRIA E IN GERMANIA – Scuola inclusiva o scuola selettiva?

www.taklatakesoff.com

Dopo il post nel quale ho tentato di fare un’analisi comparativa tra i sistemi d’istruzione finlandese e danese che potete trovare qui, la mia ricerca prosegue mettendo a confronto i sistemi d’istruzione austriaco e tedesco da cui prende spunto la domanda del sottotiolo, ossia la scuola deve essere un’istituzione inclusiva, ovvero aperta a tutti e in grado di offrire a tutti una buona istruzione? Oppure la scuola deve essere uno strumento usato solo per selezionare la miglior classe dirigente del futuro di un paese? Posto che in linea teorica le due istanze non dovrebbero escludersi a vicenda, nella pratica spesso accade il contrario, appunto in Austria e in Germania.

SCUOLA INCLUSIVA E ONERI PER LO STATO

Ma cosa significa nello specifico una scuola aperta a tutti e quindi inclusiva? A mio parere – e come sancito dalla Costituzione italiana, artt. 9, 33 e 34 –  significa che la scuola deve fornire ai suoi studenti gli strumenti intellettuali e conoscitivi e i mezzi per sviluppare abilità e competenze al fine di abbattere gli ostacoli di partenza caratterizzati da contesti socio-economico-culturali di appartenenza disagiati. Ciò implica che la scuola deve farsi carico di un impegno più gravoso e in termini di impiego di risorse economiche e d’impiego di tempi ed energie del personale docente. Non c’è dubbio che il lavoro necessario per sopperire a tutte quelle carenze cui sono soggetti gli alunni meno fortunati è di gran lunga maggiore rispetto al lavoro da svolgere con discenti che arrivano a scuola con un buon bagaglio culturale di base trasmesso dalle famiglie e dagli ambienti di provenienza più attrezzati in questo senso.  Il problema da sanare dunque è a monte.

È altresì evidente che per far fronte a tale immane sfida lo Stato deve investire risorse ingenti soprattutto nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari perché è nei primissimi anni di vita di un individuo che si può operare con efficacia, dopo, durante gli anni adolescenziali, il danno perpetuato si è già cicatrizzato e poco o nulla si può fare se la personalità e il carattere sono già formati. Perciò, come si diceva, il problema è a monte né però si possono ritenere esaustive le attività di recupero e/o sostegno dei giovani con difficoltà concentrate solo nella scuola dell’obbligo. È vero il contrario, esse devono essere assicurate anche dopo.

Tuttavia poiché oggi la questione economica inerente alla spesa pubblica di uno Stato sembra essere diventata assolutamente prioritaria corre l’obbligo di porsi un’altra domanda, e cioè: costa di più allo Stato un cittadino che, non avendo avuto la possibilità di emanciparsi da un ambiente disagiato perché non gli sono stati offerti i mezzi adeguati per conseguire quella emancipazione, segue percorsi di vita che, spesso, costituiscono un danno alla società in generale, o costa di più garantire quegli strumenti di emancipazione che lo renderanno libero e autonomo nel perseguimento di un futuro dignitoso?

SCUOLA SELETTIVA E VANTAGGI SOCIALI

In una prospettiva a lungo termine, io direi, che i vantaggi sociali derivanti da un approccio istituzionale inclusivo, a tutti i livelli, sarebbero enormi in quanto un numero sempre maggiore di individui avrebbero accesso ad un maggiore benessere riducendo le ingiustizie sociali. Inoltre, è un sistema d’istruzione inclusivo che può modificare, nel lungo periodo, la mentalità dei popoli e favorire un reale sviluppo del concetto di merito inteso come la concreta possibilità di ottenere quanto spetta a chi dimostra di possedere capacità, abilità e competenze creando magari le basi per limitare le cattive pratiche di nepotismo o delle raccomandazioni ancora troppo diffuse in alcuni paesi. Purtroppo oggi, un periodo storico improntato alla velocità e al consumo vorace anche di tempo, appare molto più conveniente perseguire obiettivi a breve termine etichettati come utili e pragmatici perciò si fa prima ad individuare quali sono le esigenze immediate specie nei settori industriali e tentare di soddisfarli il prima possibile cosicché le esigenze delle persone passano in secondo piano se non conformi alle necessità del mondo del lavoro.

LA SCUOLA UTILE

È in quest’ottica che l’attenzione allora si concentra attorno ai sistemi d’istruzione dei due paesi di lingua tedesca pur con le dovute differenziazioni, perché entrambi i sistemi d’istruzione, sia in Austria e in Germania, ancor di più, sono strutturati in modo che gli alunni scelgano molto presto il percorso scolastico e, conseguentemente, quello professionale da seguire senza possibilità di cambiare successivamente idea proprio per selezionare il prima possibile e efficacemente la classe dirigente futura di ciascuno dei due paesi.

AUSTRIA

www.mathunion.org

Obbligo scolastico: 9 anni (dai 6 ai 13 anni di età)

Scuola primaria: durata  4 anni (dai 6 ai 9 anni di età), per la promozione al ciclo successivo, gli alunni devono sostenere un esame scritto in tedesco e matematica.

Secondaria inferiore o di 1° grado: durata  4 anni (dai 10 ai 13 anni di età). Per la promozione al ciclo successivo, gli alunni, alla fine del 4° anno, devono sostenere un esame scritto in tedesco e matematica. Gli alunni sono raggruppati per età.

Secondaria superiore o di 2° grado: dura 4 anni (dai 14 ai 18 anni di età) e si articola in tre tipologie diverse, gli alunni sono chiamati a scegliere il percorso che seguiranno senza possibilità di cambiare successivamente indirizzo:

  1. Accademia: prevede un accesso limitato solo a quegli studenti che possiedono i requisiti necessari ed in alcuni casi sono previsti esami di ammissione. L’Accademia si conclude con un esame di maturità a cui possono accedere anche alunni che hanno una sola insufficienza in una delle discipline obbligatorie. L’esame consiste in prove orali e scritte e sono elaborate dai docenti delle classi previa approvazione del Consiglio Scolastico Regionale.
  2. Scuola pre-professionale: la durata può variare da 4 a 5 anni – dai 14 ai 18/19 anni di età. Le materie obbligatorie sono sole tre, ossia tedesco, matematica e lingua straniera. Gli alunni sono raggruppati in classi di pari livello per preparazione e abilità e le lezioni delle materie facoltative si svolgono in presenza di pochi alunni e sono tutte scelte dai discenti a seconda dei loro interessi o delle loro specifiche capacità. La Scuola pre-professionale prevede un esame finale – sia per il percorso quadriennale sia per quello quinquennale – per conseguire un diploma che ha una doppia qualifica, una per l’iscrizione agli studi generali superiori e l’altra che consente l’ingresso immediato in impieghi di livelli superiori. L’esame consiste in prove orali, scritte e pratiche e le prove di esame sono elaborati dai docenti delle classi previa approvazione del Consiglio Scolastico Regionale.
  3. Istruzione Tecnica/Professionale: questo percorso offre un’ulteriore possibilità di scelta agli studenti che possono optare per un corso di studi di 1 o 2 anni (Scuole intermedie) e in questo caso gli alunni frequentano anche un percorso di apprendistato in un’azienda privata, alla fine del quale conseguono solo una certificazione; l’apprendistato può essere frequentato anche subito dopo la scuola dell’obbligo e se il discente è minorenne deve essere autorizzato dai genitori. L’altra opzione consiste in un percorso di 3 o 4 anni, per conseguire il diploma – come nei due indirizzi precedenti – gli studenti sostengono un esame finale.

GERMANIA

www.stripes.com

Obbligo scolastico: 12 anni (dai 6 anni ai 17 anni di età) con una distinzione fra obbligo totale (9 anni) e parziale che prevede, negli ultimi 3 anni per gli indirizzi professionali, una combinazione di formazione e lavoro.

Scuola primaria: durata 4 anni (dai 6 ai 9 anni di età), solo a Berlino ha una durata di 6 anni (dai 6 ai 12 anni di età).

Secondaria inferiore o di 1° grado: durata varia dai 3 ai 5 anni (dai 10 ai 13/15 anni di età).

È in questa fase, cioè all’età di 10 anni, che gli alunni tedeschi sono obbligati a scegliere tra percorso professionale che non dà accesso all’istruzione universitaria o un percorso più generale che invece è propedeutico agli studi universitari pertanto più rigoroso. Per questa ragione è suddivisa in due tipologie di scuole:

  1. Haupeschule (Scuola Popolare) che può essere della durata di 3 o 5 anni, ovvero dai 10 ai 13/15 anni di età. Essa è frequentata per lo più da alunni provenienti da classi sociali meno abbienti o da chi propende per una formazione professionale, vi si impartisce l’insegnamento di “dottrina del lavoro” e comprende esercitazioni pratiche.
  2. Realschule (Scuola ad indirizzo gestionale) anche questa può essere di 3 o 5 anni e poiché è propedeutica all’inserimento al ginnasio ha curriculum più rigorosi.

Secondaria superiore o di 2° grado, così suddivisa:

  1. Gymnasium: per la durata di 5 anni (oppure di 8 anni se si sceglie la frequenza dopo i primi due anni di Realschule), dai 13/15 anni ai 20 anni di età ed è a forte impronta umanistica di tradizione prussiana. Il Gymnasium tedesco consta di due tipologie principali, la prima ha tre indirizzi: lingue moderne, classiche e l’indirizzo di matematica e scienze; in alternativa, dal 1972, esiste il Nuovo Gymnasium che dura 4 anni e comprende le seguenti aree: linguistico-letteraria-artistica, socio-scientifica e matematico-scientifica-tecnica. Quest’ultimo tipo di gymnasium è strutturato in corsi base o avanzati con materie obbligatorie e altre a scelta. La valutazione si basa su punti che si accumulano negli anni e si sommano al punteggio dell’esame finale (min. 300 punti e max. 500). L’esame di maturità comprende 4 discipline di cui due con prove scritte e orali. Entrambi percorsi danno accesso allo studio universitario.
  2. Istruzione Professionale: risponde prevalentemente alle esigenze del mondo dell’industria ed è rispondente alle reali possibilità di apprendistato, in quanto, gli svariati tipi di corsi che si possono frequentare, prevedono tutti degli stage formativi per i quali gli studenti ricevono regolare contratto lavorativo privato, come apprendisti appunto, finanziato in parte dallo stato e in parte dall’impresa. Poiché la varietà di corsi offerti è ampia varia anche la durata degli stessi, infatti ad esempio ci sono:
  • Fachoberschule vi si accede dopo la Realschule e dura 2 anni a tempo pieno.
  • Fachschule (scuola superiore tecnica) vi si accede dopo una preparazione professionale di base, può essere della durata di 1 o 2 anni a seconda della specializzazione scelta.
  • Berufschule (scuola professionale parziale) si frequenta per 12 ore settimanali , si tratta di una formazione professionale generica destinata a chi già lavora o a chi ha abbandonato la scuola secondaria di 1° grado per cercare lavoro, ciò che viene definito Dual Education System.
  • Berufsaufbauschule è una scuola professionale complementare e visi accede dopo una formazione professionale di base – ad esempio dopo la Berufschule e al fine di conseguire una preparazione superiore.
www.iwmkmrc.de
Mi sembra interessante sottolineare l’enfasi alla preparazione rigorosa e approfondita assegnata soprattutto al Gymnasium del sistema d’istruzione tedesco. Inoltre, mi piacerebbe che quando si parla di modelli scolastici stranieri da copiare si mettessero in evidenza tutti gli aspetti ad essi inerenti e non solo quelli che più fanno comodo a certi politici e certa informazione, per esempio quando si vorrebbe far credere che ridurre le scuole superiori italiane, tutte e senza distinzione di indirizzi, a quattro anni per allinearli ai più efficaci modelli europei si facesse più attenzione prima di divulgare false informazioni, altrettanto false le informazioni relative alla comparazione del sistema di alternanza scuola-lavoro introdotta in Italia obbligatoriamente dalla L. 107/2016 con il Dual Education System praticato in molti sistemi di istruzione europei che ben si guardano dall’inserirli anche per gli studenti liceali e sono esclusivamente riservati a quelli che frequentano la formazione professionale che, in Italia, fa capo alle Regioni.
© L.R. Capuana
Images taken from Google Search

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