I DOCENTI SENZA “GREEN PASS” SOSPESI DAL SERVIZIO DEVONO ESSERE REINTEGRATI A PIENO TITOLO

NO AL LORO DEMANSIONAMENTO

Premesso che ho avuto l’infezione da corona virus tra novembre e dicembre 2021, premesso che ho ricevuto il vaccino in tutte le dosi prescritte, e sottolineo per scelta. L’unica scelta possibile in un’ottica di autotutela. Dunque, in nessun modo mi si può tacciare di essere una no vax, giusto per la cronaca.

Il vaccino, per altro, è stato l’unico mezzo di tutela personale che lo Stato ha messo a disposizione di tutto coloro che si sono trovati sul territorio italiano. Non il potenziamento di terapie intensive,  che già ai primi segnali allarmanti di diffusione dei contagi si sono rivelate immediatamente insufficienti, in alcune zone del Paese più di altre; non il potenziamento del sistema sanitario, anch’esso immediatamente rivelatosi altrettanto insufficiente e inidoneo a fronteggiare la pandemia: dalla medicina di base territoriale, fino ai posti letto e personale sanitario presente nei nosocomi di tutta la penisola e delle isole a causa dei tagli ingenti e alle privatizzazioni selvagge che si sono operati negli anni. Quindi, non la restituzione del maltolto.

Ma, il vaccino  ancor di più è stato l’unico strumento a tutela della salute di tutto il personale scolastico che, nonostante la virulenza del contagio, sia nel caso della variante delta, sia in quello omicron 1 e 2, non ha voluto in nessun modo ridurre il numero di studenti per classi – eliminando a settembre del 2021 anche la buffonata del metro tra rime buccali, paradossalmente affermando che in classi sovraffollate non esisteva il rischio di assembramento, vedi tu, che potenza taumaturgica possiedono le aule scolastiche italiane – lasciandoci, appunto, in balìa di classi sovraffollate e, nel caso specifico delle scuole secondarie di secondo grado, in balìa di adolescenti che viaggiano sui mezzi pubblici la cui capienza è rimasta pressoché inalterata rispetto al periodo precedente all’insorgere della pandemia perché le aziende private devono continuare a fare profitti. Ma non solo, in balìa di adolescenti che fuori la scuola quasi mai, o molto raramente, hanno rispettato l’obbligo di indossare mascherine al chiuso o all’aperto. Aggiungo, che agli studenti non è mai stato richiesto il vaccino e che solo in casi di contagi nelle classi è stato imposto loro di indossare le mascherine a scuola seguendo protocolli surreali.

Oltretutto, va evidenziato che i docenti sono stati tra i primi a vaccinarsi in massa per le ragioni di cui sopra, eppure a partire dall’estate è iniziata una propaganda sui media vergognosa e falsa, prima al fine di legittimare la trovata mirabolante del governo in merito al Green Pass su cui scrissi a suo tempo

e poi per giustificare la scelta vergognosa da parte del governo di imporre l’obbligo vaccinale solo ad alcune categorie professionali e persone, a suo dire, più a rischio di subire i peggiori effetti derivanti dal Covid-19, ovviamente tra questi troviamo tutto il personale della scuola che, ricordiamolo, si era già vaccinato in massa e in massima parte. Ovviamente, sia in questo caso come negli altri (personale sanitario e over 50) non per tutelare la loro salute, bensì per consentire, da una parte il funzionamento degli ospedali (ricordiamo anche che il personale sanitario, sotto organico strutturale, in questi due anni, in special modo, è stato sottoposto a turni massacranti) dall’altra, per consentire alla maggior parte delle scuole di rimanere in presenza e lasciare liberi i genitori di andare a lavorare. Questa è l’unica ragione per cui si è anche fatta anche una campagna di criminalizzazione becera verso di chi ha scelto di non vaccinarsi.

Dunque, non tanto perché queste persone mettevano a repentaglio la salute pubblica, come è stato detto, per altro niente affatto garantita in modo certo e assoluto dai vaccini, tant’è vero che anche i vaccinati sono stati soggetti a contagio e sono ancora soggetti contagiosi se positivi al virus. Ma la questione di merito non è qui oggetto di discussione, ciò che lo è invece è che i docenti che hanno rifiutato il vaccino sono stati sospesi dal servizio senza stipendio.

Quindi, additati come dei fuori legge, lasciati a casa come degli appestati e pure senza salario, ma nel frattempo si era ottenuto lo scopo: l’opinione pubblica era tutta schierata contro questi reprobi.

Il 31 marzo u. s. si è conclusa la surreale parentesi dello stato di emergenza per pandemia, già prolungato senza motivo sia prima di questa data e ora pure a causa della guerra (sic!), bene, direte il personale scolastico sospeso potrà essere reintegrato a pieno titolo. E no, perché al danno di immagine e al danno economico si aggiunge persino la beffa, sempre nell’ottica della gogna pubblica ché, siccome ha funzionato alla grande, è bene battere il ferro finché è caldo, benissimo, cosa si inventa allora il ministero?

L’ennesimo capolavoro di abuso di potere: al fine di tutelare la continuità didattica, dice, i docenti reintegrati in servizio subiscono una sorta di demansionamento di fatto, perciò, e sebbene non siano stati assenti per oltre i cinque mesi, come previsto dalla normativa, non possono rientrare in classe pena dare il cattivo esempio, ecco servito il capolavoro del nuovo stato etico, che ne sarà dunque di loro? Questo è quanto scrive il ministero nella nota prot. n. 659 del 31 marzo 2022:

Inoltre, per quanto concerne la determinazione dell’orario di lavoro, la prestazione lavorativa dovrà svolgersi su 36 ore settimanali, al pari di quanto previsto per i lavoratori temporaneamente inidonei all’insegnamento (art. 8 del medesimo CCNI del 25 giugno 2008) nonché per tutto il personale docente ed educativo che a vario titolo non svolge l’attività di insegnamento ma viene impiegato in altri compiti (quali i docenti che svolgono le funzioni di cui all’articolo 26 della 1egge 448/1998, quelli destinati ai progetti nazionali di cui alla legge 107/2015, ecc.) 0186a456-4476-c0b8-7049-8f1b81c13265 (miur.gov.it)

L’aspetto più inquietante di tutta questa vicenda è che molti dei colleghi vaccinati hanno espresso plauso a questo provvedimento, altrimenti loro che si sono vaccinati a fare? Loro, i buoni, i puri, gli onesti che hanno obbedito allo stato non per se stessi, non perché ritenessero valida la protezione vaccinale, bensì solo per dare il buono esempio, ecco loro, se i reprobi rientrano a pieno titolo, che figura ci fanno?

E i sindacati? Non pervenuti, come accade da troppo tempo e allora cosa rimane a chi è schifato nel profondo da tutto ciò? Non ho idea e sono del tutto disarmata di fronte a questa vicenda che segna un punto di non ritorno definitivo.

Ecco allora, premesso tutto ciò (oggi le premesse sono indispensabili), non mi rimane che manifestare pubblicamente la mia solidarietà, per quanto possa valere, dicendo con convinzione che io sono assolutamente favorevole al reintegro, a pieno titolo dei colleghi che sono stati sospesi dal servizio senza retribuzione per mesi, è un atto minimo di civiltà dopo averli additati come reprobi e diffamati urbi et orbi da parte dello stato (minuscolo e misero), da parte dei media e dell’opinione pubblica sempre più priva di spirito critico.

© L. R. Capuana

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