Simulazione seconda prova scritta per il liceo linguistico esame di stato 2019 – RIFLESSIONI

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Giovedì, 28 febbraio 2019, in molte scuole italiane si è svolta la simulazione della seconda prova scritta del nuovo esame di stato per il liceo linguistico.

Per quanto riguarda la mia classe quinta di quest’anno l’accoppiamento delle due lingue (L1 e L3) è Inglese-Russo, potete trovare le pubblicazioni del ministero qui.

Le novità per la seconda prova per il liceo linguistico del nuovo esame di stato

La prima consiste nel fatto che, a differenza degli anni precedenti, si tratta di due prove sovrapposte: quella in L1 – solitamente inglese -, e quella in L3 – diversa per ogni classe -, con la medesima durata degli anni passati e con la proposta di ridurre addirittura la durata a quattro ore.

L’altra novità significativa è che gli studenti non avranno alcuna possibilità di scelta, ovvero i testi sono soltanto due, uno in una lingua e uno nell’altro.

Ciò, in buona sostanza, vuol dire che se anche trovassero ostica la proposta ministeriale solo su quella dovranno cimentarsi. Punto. La valutazione complessiva della seconda prova si otterrà facendo la media del risultato delle due prove.

Il MIUR sceglie Lawrence Durrell (1912-1990)

Il testo d’inglese proposto, non si può certo definire semplice, ma comunque abbordabile per i ragazzi se in grado di seguire le indicazioni. Si tratta di un brano tratto dal quarto romanzo Sebastian, della tetralogia intitolata The Avignon Quintet, di Lawrence Durrell (1912-1990); un autore che, potremmo annoverare tra i quasi contemporanei, che ha sperimentato con il post-modernismo letterario, molto amico di Henry Miller da cui è stato ispirato e che predilige la meta-narrazione.

Un autore la cui prosa è complessa, caratterizzata da un lessico ricercato, da una sintassi, a tratti involuta, e per tutto ciò anche molto criticato.

Nel caso specifico, la voce narrante e il protagonista coincidono e si sovrappongono, tant’è che il narratore/protagonista, in una serie di flash back riferiti attraverso la tecnica narrativa del monologo interiore, parla di se stesso in terza persona.

Se in classe non si è fatta analisi del testo di brani di Joyce o di Woolf, difficilmente gli studenti saranno stati in grado di afferrare i diversi livelli metanarrativi e metalinguistici. Se gli studenti non hanno acquisito le tecniche di analisi del testo attraverso cui imparano a concentrarsi esclusivamente sulla comprensione del testo, partendo anche dalle domande poste per cercare al suo interno le risposte e comprendere il testo globalmente, avranno fatto una fatica mostruosa.

Viene spontaneo allora chiedersi perché non scegliere un brano da un’opera di uno di questi due autori, ovvero Joyce o Woolf, sicuramente affrontati in classe in quanto autori che hanno dato il via alla corrente letteraria che fa largo uso dello Stream of consciousness? Assi portanti della letteratura britannica. Ma questa è una mia personale perplessità.

Comprensione e interpretazione del testo – Le domande a trabocchetto

Il modo in cui sono state poste le domande, per l’interpretazione del testo, è altresì importante e in questo caso chiedere del narratore ciò che egli racconta del protagonista, che è poi egli stesso da giovane, rappresenta quasi una perversione sadica. Ammesso che sia voluta dagli estensori della prova.

Un altro elemento di confusione per gli studenti è rappresentato dalle modalità di risposte per le domande Vero/Falso, nella sezione comprensione del testo, con l’aggiunta inusuale di una terza opzione NS (Not Stated), che non si comprende se debba essere presa in senso letterale, cioè se quanto chiesto non compare affatto nel testo in termini proprio lessicali o se si debba/possa evincere proprio perché non è specificato nel testo.

A tal proposito personalmente ho trovato molto utili le delucidazioni fornite in questo post. In effetti, nel post del link fornito, si parla di questa terza opzione per far riferimento a “fatti” di cui non si fa minimamente cenno nel testo. Tuttavia un testo letterario si presta meno a questo tipo di esercizi, un testo letterario, pur descrivendo eventi o situazioni concrete, fa leva comunque sulla capacità del lettore di desumere elementi interpretativi dalle informazioni fornite anche leggendo tra le righe e traendo conclusioni.

Tutto ciò, a mio parere, contraddice la scelta della terza opzione fornita.

Didattica per conoscenze o per competenze? E’ questo il dilemma.

Si tende a scoraggiare nei discenti un metodo di studio mnemonico e troppo ancorato a un’acquisizione meramente scolastica, incoraggiando invece lo studente ad appropriarsi dei contenuti disciplinari attraverso una riflessione e una rielaborazione personale.

A tal fine si adotta la scrittura che consente proprio di riordinare, sistematizzare le idee e riflettere in modo ponderato e approfondito anche sulla funzione comunicativa affinché il messaggio veicolato possa essere chiaro ed efficace. In questo modo gli studenti si allenano ad esprimersi anche oralmente conferendo fluidità e scorrevolezza al discorso.

Sono queste le tappe attraverso cui si perviene allo sviluppo delle competenze, come appunto, la comprensione di un testo e la sua interpretazione. E’ su questi aspetti dunque che si affinano le strategie di studio.

Velocità o ponderata riflessione

Gli esercizi con domande con risposta a scelta multipla o Vero/Falso hanno altre funzioni: in primo luogo, la velocità, non a caso, sono affiancati da limiti di tempo imposti; pertanto la comprensione e lo svolgimento di tali attività hanno tempi contingentati, ma in questi casi non s’intende, ne avrebbe senso, verificare la capacità di rielaborazione personale attingendo anche a conoscenze pregresse o trasversali.

In questi casi s’intende constatare la padronanza linguistica del discente e solo quella, tant’è che gli esercizi si effettuano sull’enunciazioni di fatti. Le competenze linguistiche si accertano sulla capacità dello studente di cogliere il significato delle sottigliezze della lingua attraverso conoscenze lessicali, distinzione di registri linguistici, comprensione della sintassi.

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Esame di stato o certificazione linguistica

In ogni caso il punto in questione non è nemmeno questo, bensì il fatto che non è con quesiti a scelta multipla o Vero/Falso che si valutano le conoscenze nel sistema d’istruzione italiano.

Le prerogative didattiche sono altre, prima fra tutte, lo sviluppo del pensiero critico attraverso la capacità/abilità dello studente di fare collegamenti trasversali e interdisciplinari, corroborando le proprie tesi con argomenti solidi desunti dai contenuti affrontati in classe durante le lezioni.

E’ interessante notare che le prove per ottenere le certificazioni necessarie agli studenti stranieri per frequentare i corsi universitari in paesi anglofoni sono di due tipi: uno per la prosecuzione di studi accademici e uno per studi più generalisti e ciò, a riprova del fatto, che in campo umanistico la competenza linguistica richiesta verte di più sulle abilità di lettura e scrittura che appunto presentano delle differenze significative rispetto a quelle di ascolto e parlato che sono invece uguali per entrambe tipologie di prove. Per maggiori informazioni sull’argomento cliccare qui.

Il problema, dunque, sta a monte, ovvero alla pretesa del decisore politico e di funzionari ministeriali di trasformare il sistema d’istruzione italiano in un’indifferenziato sistema di formazione professionale in cui non si formano più cittadini bensì lavoratori.

Da qui l’accento che viene posto solo sullo sviluppo delle competenze. Ma non si possono acquisire competenze senza conoscenze, tant’è che chi possiede conoscenze è in grado di decodificare buona parte dei messaggi di cultura generale e, con adeguato approfondimento, anche messaggi più specialistici.

Non è vero il contrario.

Ad ogni modo l’esame di stato deve essere volto ad accertare le conoscenze dei contenuti disciplinari e non può, invece, ma soprattutto non deve, valutare competenze fine a se stesse, come appunto si propone di fare questo rinnovato esame. La scelta di un testo tra i meno conosciuti di un autore appartenente alla corrente letteraria metanarrativa è un tiro davvero mancino nei confronti degli studenti dall’anno scolastico in corso.

E dire che durante un seminario per la seconda prova scritta per il liceo linguistico tenutosi a Mestre (VE), e organizzato dall’USR della regione Veneto, il 30 gennaio 2019 e di cui dò conto qui, la Dr.ssa Saccardo, dirigente tecnico del MIUR e relatore del suddetto seminario, aveva espressamente detto che per la scelta dei testi delle prove di esame si sarebbero tenuti in considerazione argomenti di gradimento per gli adolescenti evitando, comunque, temi sensibili o controversi.

Evidentemente non si riferiva ai testi per la prima simulazione della seconda prova.

Qui si giunge alla fine della simulazione di seconda prova, difatti la produzione scritta, con il limite di 300 parole, verteva sulla diversità culturale nella nostra società prendendo spunto da una citazione di Kofi Annan sull’argomento.

Argomento davvero poco sensibile e nient’affatto controverso!

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