LA CHIAMANO RIFORMA, MA E’ PURO DEMANSIONAMENTO!

La chiamano formazione, intendono un miserabile doposcuola svolto in ore aggiuntive e pagato in “misura forfettaria”: il docente ridotto a zerbino. Aggiornamento permanente di durata almeno triennale con verifica finale che se non viene superata si può ritentare. La valutazione è demandata all’INVALSI e all’INDIRE, la formazione è calata dall’alto e tutto per farci ingoiare meglio la cosiddetta didattica innovativa per competenze.

I docenti commissariati da impiegati di INVALSI e di INDIRE alla mercé dei pedagogisti dei vari dipartimenti di scienze della formazione degli atenei deputati alla formazione, non solo, saranno soggetti formatori anche:

comma 6 del presente articolo

come a dire che chiunque può fare formazione dei docenti italiani. Questa non è un’umiliazione, come ho letto da qualche parte, questa è la nemesi della professione.

E badate bene, tutto ciò al fine di incentivare processi di innovazione didattica e progettazione!

Al comma 5 si legge anche che il Fondo per incentivare la formazione ha una dotazione di xxx milioni.

E’ il trionfo della L. 107/2015, ovvero “senza ulteriori oneri per lo Stato”. Siamo ancora convinti che un solo giorno di sciopero, quello del 5 maggio 2015 sia stato sufficiente?

©L. R. Capuana

 

Manifesto per la nuova Scuola

UNA PROPOSTA PER LA SCUOLA PUBBLICA E STATALE

IL GRANDE INGANNO DEL PNRR SU ISTRUZIONE E RICERCA

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