LA TAVOLA ROTONDA DEGLI INDUSTRIALI EUROPEI E IL TRATTATO DI MAASTRICHT

Nel frattempo, in Europa il filo rosso che lega sviluppo economico e un netto cambio di passo politico che, già Caffè definisce liberismo economico lo si può rintracciare nel rapporto pubblicato Dalla European Round Table (ERT) nel febbraio 1989, dal titolo Education and European Competence – ERT Study on Education and Training in Europe[30], nel quale si evidenzia come causa principale della crescente disoccupazione dei lavoratori europei un ritardo significativo della loro preparazione, sia in termini di istruzione sia per quanto riguarda lo sviluppo delle loro abilità professionali, ne consegue, secondo il rapporto, che la scarsa competitività europea su scala internazionale sia da imputare ad un sistema di istruzione incapace di affrontare le sfide imposte da un mondo in rapido cambiamento. Il rapporto inoltre lamenta la scarsa capacità dei vari sistemi di istruzione europei di soddisfare le esigenze dell’industria e addirittura, rileva con stupore, che ci siano ancora paesi in Europa che favoriscono e persino incoraggiano i giovani a perseguire studi di loro interesse anziché indirizzarli espressamente verso quei percorsi di studi più rispondenti al mercato del lavoro[31].
È interessante notare che è proprio in questo frangente storico che iniziano a far capolino nuovi concetti attraverso un uso accurato di un lessico inedito per lo più mutuato dal mondo delle imprese. Molti di questi termini diventeranno onnipresenti nel dibattito pubblico grazie anche al contributo massiccio dato dai mezzi di comunicazione che li fanno presto entrare nell’uso comune.
Infatti, in questo rapporto, l’ERT introduce vari nuovi concetti come obiettivi che si prefigge di raggiungere al fine di sviluppare una maggiore competitività europea sullo scacchiere produttivo internazionale; tra questi vanno evidenziate: le abilità e la competenza della popolazione studentesca, oltre all’introduzione del nuovo concetto di apprendimento per adulti e lungo tutto l’arco della vita, specie quello riferito alla fase produttiva (life-long learning)[32].
Il crollo del muro di Berlino e la definitiva capitolazione dell’Unione Sovietica con conseguente conclusione della guerra fredda, apre, infine, la strada alla globalizzazione che sancisce l’apoteosi dell’economia di mercato globale come già auspicato dalla Tavola Rotonda Europea degli industriali che si era ben preparata all’inedita sfida della competizione globale che abilmente sposta dallo Stato al livello individuale. Con il nuovo corso è l’individuo che si deve fare imprenditore di se stesso che, unitamente alla pratica del life-long learning impone al lavoratore contemporaneo una formazione continua a sue spese, o in alternativa, a spese dei sistemi di istruzione dei vari paesi membri dell’UE, al fine di restare competitivo sul mercato del lavoro in rapido e costante cambiamento. Perciò, non è più l’azienda a dover farsi carico dell’aggiornamento professionale dei suoi dipendenti bensì è il lavoratore stesso che adesso ne è diretto responsabile. A questo rapporto faranno seguito altre copiose relazioni redatte da commissioni a cui partecipano illustri esponenti italiani, tra gli altri anche Carlo Azeglio Ciampi.
Non è un caso quindi se nel trattato di Maastricht del 1992, ovvero quello che istituisce la Unione Europea, all’art 126 [33], per la prima volta nella sua storia l’Unione Europea, si occupa di istruzione, attribuendole una competenza specifica non solo limitatamente alla formazione come era prima, ricalcando in pieno le raccomandazioni espresse dall’ERT: sviluppo dell’istruzione di qualità qui intesa come precisa indicazione finalizzata a soddisfare le istanze dell’industria mascherate dalle promesse di occupabilità; l’UE, pur lasciando la responsabilità principale in merito al settore dell’istruzione agli stati membri, si riserva la possibilità, eventualmente “se necessario, di sostenere e integrare la loro azione” in merito al “contenuto dell’insegnamento e all’organizzazione del sistema d’istruzione.[34]
[30] Cfr. Education and European Competence – ERT Study on Education and Training in Europe; European Round Table; Brussels, 1989; sito ufficiale della Tavola Rotonda Europea degli Industriali, URL: https://ert.eu/members/ [consultato il 8 ottobre 2020] oggi non più disponibile.
[31]Ibidem
[32]Ibidem, foreword [NdA]fa riferimento al rapporto annuale del 1986 dal titolo Making Europe Work, European Round Table; Brussels, 1986.
[33]Consiglio della Comunità Europea e Commissione dell’Unione Europea, Trattato di Maastricht,1992, «TITOLO VIII POLITICA SOCIALE, ISTRUZIONE, FORMAZIONE PROFESSIONALE E GIOVENTÙ» «Capo 3 Istruzione, formazione professionale e gioventù» Articolo 126; comm. 1-4.
[34]Ibidem, art. 126, comma 1.

