INVALSI ED ESAMI DI STATO
Un paragone che non sta in piedi ma che serve ad orientare l’opinione pubblica per sottolineare quanto brutti e cattivi siano al sud, barano sugli esami di stato.
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Un paragone che non sta in piedi ma che serve ad orientare l’opinione pubblica per sottolineare quanto brutti e cattivi siano al sud, barano sugli esami di stato.
Iniziamo a pretendere accountability da parte dello Stato prima che dai singoli individui e solo dopo si potrĂ eventualmente pretendere una valutazione di sistema, valutazione che con 15 alunni per classe non può che essere positiva perchĂ© con una classe di quelle dimensioni qualsiasi metodo didattico funziona dal piĂą vetusto, gentiliano e vituperato metodo trasmissivo della lezione frontale a quello piĂą in voga e celebrato da tutti i pedagogisti del mondo, il metodo ludico. Una valutazione che non sia ovviamente la farsa dell’INVALSI, un altro carrozzone mangia soldi e covo di corruttele.
La scuola italiana pubblica e statale deve, come da dettato costituzionale, essere una e di alta qualità per tutti gli studenti che la frequentano da nord a sud senza differenze al fine di azzerare le disuguaglianze sociali e geografiche, non acuirle; al fine di ridurre al minimo le dispersioni e gli abbandoni, vero flagello culturale di questo Paese. Perciò i finanziamenti alla scuola pubblica e statale devono essere ministeriali e nell’ottica dell’equità senza la quale non può esservi uguaglianza.
Al fine di neutralizzare gli effetti nefasti dell’autonomia scolastica serve che i docenti siano uniti e si muovano in un orizzonte di scuola nazionale. Dare vita ad una mobilitazione permanente per fare massa critica e usare la rete per fare rete.