LA CHIAMANO RIFORMA, MA E’ PURO DEMANSIONAMENTO!
I docenti commissariati da impiegati di INVALSI e di INDIRE alla mercé dei pedagogisti dei vari dipartimenti di scienze della formazione degli atenei deputati alla formazione.
LRC EDUCATION: EMPOWER YOUR KNOWLEDGE
I docenti commissariati da impiegati di INVALSI e di INDIRE alla mercé dei pedagogisti dei vari dipartimenti di scienze della formazione degli atenei deputati alla formazione.
La scuola italiana pubblica e statale deve, come da dettato costituzionale, essere una e di alta qualità per tutti gli studenti che la frequentano da nord a sud senza differenze al fine di azzerare le disuguaglianze sociali e geografiche, non acuirle; al fine di ridurre al minimo le dispersioni e gli abbandoni, vero flagello culturale di questo Paese. Perciò i finanziamenti alla scuola pubblica e statale devono essere ministeriali e nell’ottica dell’equità senza la quale non può esservi uguaglianza.
Le priorità della scuola sono innanzitutto un’istruzione di qualità per tutti gli studenti delle scuole italiane, che venga attuata davvero la scuola della Costituzione italiana, compreso il rispetto per l’art. 33 che sancisce la libertà di docenza.
Per manifestare pubblicamente la mia solidarietà, per quanto possa valere, dico con convinzione che io sono assolutamente favorevole al reintegro, a pieno titolo dei colleghi che sono stati sospesi dal servizio senza retribuzione per mesi, è un atto minimo di civiltà dopo averli additati come reprobi e diffamati urbi et orbi da parte dello stato (minuscolo e misero), da parte dei media e dell’opinione pubblica sempre più priva di spirito critico.
IL GREEN PASS, INCOMPETENZA? NO, UN CAVALLO DI TROIA Da più parti si levano accuse di incompetenza rivolte al ministro dell’istruzione, tanto da far rimpiangere ad alcuni addirittura l’ex ministra, … Continue reading IL GRANDE INGANNO DEL PNRR SU ISTRUZIONE E RICERCA
Stando ai dati certi, allo stato attuale l’85% dei docenti italiani è vaccinato e ciononostante il “governo dei migliori” annuncia in diretta TV (ieri sera appunto) un provvedimento normativo che obbliga i docenti e ora anche gli studenti universitari ad esibire il green pass pena rispettivamente la sospensione dal servizio senza retribuzione, per i primi, e negando, ai secondi, il diritto allo studio di cui tanto si sono riempiti la bocca nei mesi scorsi.
Le competenze non cognitive non possono essere scisse dalla trasmissione della cultura del sapere, è solo attraverso il loro equilibrato connubio che la scuola può assolvere pienamente il suo ruolo: emancipare la persona.
Un tagliando alle riforme del sistema scolastico italiano è urgente e non più derogabile.
L’autonomia scolastica e tutto ciò che ne è disceso dagli anni ’90 ad oggi si è rivelata del tutto fallimentare. Bisogna assolutamente e senza indugio ripensare la scuola come unitaria e centrale che garantisca a tutti gli studenti residenti in Italia un’istruzione di qualità da sud a nord.
Se adoperarsi per promuovere equità e uguaglianze tra gli studenti a scuola, per ridurre il numero di studenti per classe, per rivendicare il principio secondo il quale non esistono competenze senza conoscenze, rivendicare la libertà di insegnamento, per assicurare il diritto allo studio a tutti i discenti, per una scuola che mette al centro la qualità di insegnamento e di apprendimento significa essere passatista, ebbene lo sono, con orgoglio.
In definitiva il disegno politico a cui hanno aderito tutti i governi in modo trasversale dimostra chiaramente che è tutto collegato e che un passo dietro l’altro l’obiettivo era e continua ad essere la frammentazione del sistema scolastico su tutto il territorio per favorire la competizione selvaggia tra istituti che fino ad oggi ha prodotto un unico risultato: un ragguardevole risparmio nella spesa pubblica, ma a che prezzo? Le uniche proposte possibili dopo questa lunga riflessione sono, da una parte l’abolizione di tutto il pacchetto normativo che introduce ed attua l’autonomia scolastica che si porterebbe dietro tutte le altre successive contro-riforme e, dall’altro, l’avvio ad una seria discussione pubblica sull’istruzione scolastica che tenga conto di ciò che è realmente accaduto dal suo varo in termini di calo sostanziale dei livelli di apprendimento degli studenti, del degrado culturale in cui versa il paese. Un dibattito pubblico che metta in primo piano anche il parere degli esperti: i docenti.
lo stesso INVALSI rileva nei suoi rapporti in riferimento alle prove standardizzate, significative differenze socio-culturali, nonché economiche e geografiche che hanno un’incidenza notevole sulle varie prestazioni degli studenti.
La celebrazione della scuola neoliberista, tutta la L. 107/15 è pervasa da questa ideologia. È certificato nero su bianco, in modo chiaro e senza alcuna ambiguità, anzi se ne fa vanto; è la scuola fondata sul lavoro, al servizio dell’impresa che deve produrre “capitale umano”.