GRAMMAR EXERCISES – IF-CLAUSES
English Grammar Exercises on If-Clauses to practice how to express conditions, doubts and make hypothesis.
To learn how to distinguish which verb tenses apply and how to implement them correctly.
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English Grammar Exercises on If-Clauses to practice how to express conditions, doubts and make hypothesis.
To learn how to distinguish which verb tenses apply and how to implement them correctly.
This post contains a series of grammar exercises to practice some intermediate past tenses. I advise to copy them wholly in a notebook in order to properly master the language … Continue reading GRAMMAR EXERCISES – USED TO and Other Intermediate PAST TENSES
1. What is the “Victorian Compromise”? 2. Outline women’s emancipation movement in English literature. Give examples taken from the works we have discussed in class. 3. What does Conrad mean … Continue reading ESSAY QUESTIONS
Non è sufficiente prestare attenzione per riuscire a vedere, toccare e ascoltare se non si è disponibili, aperti alla sorpresa e se non si è disposti ad esplorare l’ignoto, a scoprire il nuovo seppure tutto ciò rappresenti anche il rischio di restare esposti e vulnerabili.
È necessario che qualcosa di “tocchi” prima di poter metterla in relazione con altre esperienze e poter darvi un senso. L’intelletto è sollecitato da ciò che ci tocca e ci incuriosisce e in un certo senso ciò avviene in modo passivo e non intenzionale, ma perché ciò possa accadere bisogna essere aperti e disponibili a questa eventualità senza che ci sia una conoscenza aprioristica su ciò che si sta per scoprire.
L’istruzione ha un compito ben preciso, ci dice Biesta, ossia offrire allo studente precisamente ciò che egli non ha chiesto di ricevere, bensì molto di più, offrire l’occasione di andare oltre il “presente e il particolare”, quindi non solo dare ciò che non ha richiesto di ricevere; bensì proprio ciò che non sta cercando, ciò che non sa di cercare ma che con tutta probabilità potrebbe rivelarsi importante, ovvero offrire allo studente l’occasione di imbattersi in qualcosa di inaspettato, di sconosciuto che lo coinvolga nella scoperta e nell’esplorazione del mondo e di ciò che può offrirgli.
Quindi, la scuola come luogo di rivelazione.
Mostrare al discente questa rivelazione è compito del docente.
La dimensione esistenziale dell’istruzione è la questione centrale nel saggio di Gert Biesta, “World-Centred Education”. Essa si dipana intorno al postulato centrale dell’istruzione: far sì che l’alunno e lo studente possano crescere come soggetti autonomi, indipendenti da condizionamenti esterni. L’attenzione è posta su ciò che lo studente farà con quanto ha appreso una volta diventato adulto. Non certo riducendola alla misurazione dei risultati di apprendimento.
Alla fine di gennaio si è tenuto, presso l’Università Milano-Bicocca, un importante convegno internazionale su temi di grande rilievo politico-economico.
Gli interventi che si sono susseguiti, numerosi e poderosi per qualità di contenuti, aprono squarci di luce che ci permettono di comprendere la storia e lo sviluppo del pensiero neoliberale.
Ho pensato che questo luogo virtuale potesse essere un contenitore ideale per raccogliere e rendere disponibili e accessibili tutti i preziosissimi documenti audio-visivi che da questo convegno sono stati prodotti.
Per me è stato un grande onore e privilegio prendervi parte.
Allo stato attuale ci troviamo di fronte ad una duplice e contrapposta concezione di scuola.
Da una parte la scuola chiamata a soddisfare i desiderata della società, dall’altra una scuola da tutelare dai condizionamenti sociali, da tenere come luogo a parte dove alunni e studenti possano avere il tempo per crescere e coltivare le loro aspirazioni anche culturali.
Diventa quindi essenziale riuscire a coniugare queste due opposte esigenze.
Questa impresa è possibile solo se si ribalta il quesito iniziale chiedendosi non più quale scuola serve alla società, piuttosto quale società serve alla scuola.
World-Centred Education – a view for the present, di Gert Biesta è un saggio sull’istruzione pubblicato nel 2022 da Routledge. È senza dubbio un testo ricco di considerazioni acute e analisi approfondite sull’importanza dell’istruzione e della scuola.
In quest’ultimo appuntamento della serie dedicata alla diffusione del Global Education Monitoring Report 2023 dell’UNCESCO, si tirano le somme e si giunge a conclusioni che dovrebbero indurre ad una riflessione approfondita su ciò che l’istruzione deve essere: bene pubblico, ispirato ad una visione umanistica, diritto umano fondamentale al fine di concretizzare tutti gli altri; essenziale per la pace, per debellare la povertà e rendere l’istruzione realmente accessibile, equa e sostenibile.
In questo quinto appuntamento sul GLOBAL EDUCATION MONITORING REPORT 2023 ci si concentra su cosa ne pensano i docenti della didattica integrata alla tecnologia.
Si evidenziano i punti di forza e le criticità.
Tuttavia, al di là dei tanti punti in comune a livello internazionale, vi sono anche innumerevoli differenze che contraddistinguono i vari sistemi di istruzione nel mondo, il che rende quasi impossibile avere un quadro omogeneo della situazione.
Questo fa sì che anche la pretesa di misurare i livelli d’istruzione degli studenti nel mondo sia alquanto velleitaria e ad uso e consumo dell’industria globale della misurazione.
La tecnologia nell’istruzione rappresenta un valido strumento ma, appunto, uno strumento. I fattori cruciali invece per garantire un’istruzione di qualità che possa ridurre le disuguaglianze sono l’istruzione obbligatoria e gratuita.